L’effetto San Matteo, la Googlearchy e le abitudini degli utenti
google, motori di ricerca October 12th, 2007
Ho letto oggi un articolo veramente interessante scritto da Claudio Pasqua su The daily Bit e lo riposto in maniera integrale:
Quando si considera il Web, la domanda fondamentale non è più se le vostre opinioni possano o meno venire pubblicate. Di fronte alla giungla di documenti presenti la domanda è piuttosto la seguente: se pubblico una informazione in rete, qualcuno la noterà? [1]
I motori di ricerca scelgono le pagine secondo quello che è stato definito con il nome di “effetto San Matteo” [2], cioè le pagine che sono più power law distribution cliccate, e collegate da altri siti, sono anche quelle che appaiono ai primi posti. A questo punto però il motore di ricerca mette ancor più in evidenza queste pagine, tanto che gli utenti tendono a cliccarle ancora di più creando un circolo vizioso che si è supposto portasse a una “dittatura” dei motori di ricerca. In cui solo alcune pagine molto visibili dominano la nostra ricerca dell’informazione. Fenomeno, quest’ultimo, indicato da alcuni autori con il nome di Googlearchy [3].
In particolare l’effetto San Matteo presuppone che i motori di ricerca influenzino il traffico degli utenti attraverso rigide strategie di posizionamento delle pagine, e si è argomentato che possano generare una spirale tutt’altro che virtuosa che amplifica la dominanza dei siti già popolari secondo una strategia legata al ranking. Questa polarizzazione potrebbe cioé condurre ad un monopolio pericoloso delle informazioni: l’evolvere di una rete non democratica.
Nella pratica accade questo: i motori di ricerca costruiscono i propri indici e ritornano i risultati della ricerca a un utente che fa una interrogazione con un certo ordine, e le prime pagine sono in genere quelle considerate più rilevanti.
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Tags: google, motori di ricerca

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