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	<title>Ale23 &#187; google</title>
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	<description>Web Marketing, E-Commerce, Turismo &#38; Altro</description>
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		<title>Matt Cutts chiarisce sul Page Rank Sculpting</title>
		<link>http://www.ale23.com/blog/2009/06/matt-cutts-chiarisce-sul-page-rank-sculpting/</link>
		<comments>http://www.ale23.com/blog/2009/06/matt-cutts-chiarisce-sul-page-rank-sculpting/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 16 Jun 2009 06:00:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aly75</dc:creator>
				<category><![CDATA[google]]></category>
		<category><![CDATA[pagerank]]></category>
		<category><![CDATA[pagerank sculpt]]></category>

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		<description><![CDATA[Interessante articolo di Matt Cutts che chiarisce in maniera definitiva (?) la questione del flusso di PageRank nei link. Molto si riassume in queste poche righe: So what happens when you have a page with “ten PageRank points” and ten outgoing links, and five of those links are nofollowed? Let’s leave aside the decay factor [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Interessante articolo di Matt Cutts che chiarisce in maniera definitiva (?) la questione del flusso di PageRank nei link.<br />
Molto si riassume in queste poche righe:</p>
<blockquote><p>So what happens when you have a page with “ten PageRank points” and ten outgoing links, and five of those links are nofollowed? Let’s leave aside the decay factor to focus on the core part of the question. Originally, the five links without nofollow would have flowed two points of PageRank each (in essence, the nofollowed links didn’t count toward the denominator when dividing PageRank by the outdegree of the page). More than a year ago, Google changed how the PageRank flows so that the five links without nofollow would flow one point of PageRank each.</p></blockquote>
<p>Traduzione: cosa succede quando si ha una pagina con &#8220;dieci punti di PageRank&#8221;, dieci i link in uscita e cinque di questi link hanno il nofollow? Tralasciamo il fattore di decadimento e concentriamoci sulla questione principale; originariamente i cinque collegamenti senza nofollow avrebbero ricevuto due punti ciascuno di PageRank (in sostanza, i link nofollowed non venivano conteggiati nel denominatore della divisione del PageRank della pagina). Più di un anno fa, Google ha cambiato il modo in cui il PageRank fluisce cosicché i cinque collegamenti senza nofollow ora ricevono un punto di PageRank ciascuno.</p>
<p>L&#8217;articolo originale di Matt Cutts lo trovate qui: http://www.mattcutts.com/blog/pagerank-sculpting/</p>
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		<title>Google Wave, il nuovo modo di collaborare</title>
		<link>http://www.ale23.com/blog/2009/05/google-wave-il-nuovo-modo-di-collaborare/</link>
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		<pubDate>Sat, 30 May 2009 19:05:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aly75</dc:creator>
				<category><![CDATA[google]]></category>
		<category><![CDATA[google wave]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; arrivato il momento di dire addio alla &#8220;vecchia&#8221; mail? Forse è un po&#8217; presto per dirlo comunque quelli di Google ne hanno pensato un&#8217;altra delle loro; si chiama Google Wave e ha già creato entusiasmo in rete. L’Onda (Wave) di Google, per ora disponibile in versione beta solo per un0 ristretto numero di sviluppatori, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; arrivato il momento di dire addio alla &#8220;vecchia&#8221; mail?</p>
<p>Forse è un po&#8217; presto per dirlo comunque quelli di Google ne hanno pensato un&#8217;altra delle loro; si chiama Google Wave e ha già creato entusiasmo in rete.</p>
<p>L’Onda (Wave) di Google, per ora disponibile in versione beta solo per un0 ristretto numero di sviluppatori, punta a favorire l’interazione online degli utenti attraverso l&#8217;uso di un’unica piattaforma che integra email con la chat, unificando la possibilità di dialogare, scambiare mappe,  mappe, documenti, foto e altro ancora. Tutte le persone invitate a unirsi alle stessa «onda» si troveranno a lavorare nello stesso ambiente virtuale, portando contributi immediatamente visibili  a tutti gli altri partecipanti e comunicando in tempo reale nello stesso ambiente, come se si trovassero attorno allo stesso tavolo. Come ha <a rel="nofollow" href="http://www.youtube.com/watch?v=v_UyVmITiYQ&amp;amp;feature=player_embedded" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">dimostrato Rasmussen</span></a>, impostando un messaggio di posta sarà possibile modificare il testo in modo collaborativo (una sorta di Google Docs molto più evoluto), aggiungendo commenti, risposte e utilizzando diversi strumenti di comunicazione.</p>
<p>Inoltre, attraverso la funzionalità playback è sempre possibile vedere come le conversazioni e i contenuti di una wave si sono sviluppati passo dopo passo e, ad esempio, ripristinare uno stadio precedente.</p>
<p>Maggiori info:</p>
<p><a href="http://wave.google.com" target="_blank">Google Wave</a></p>
<p><a rel="nofollow" href="http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/09_maggio_29/wave_google_38e3f2c8-4c4c-11de-b7be-00144f02aabc.shtml" target="_blank">Corriere.it</a></p>
<p><a rel="nofollow" href="http://www.youtube.com/watch?v=v_UyVmITiYQ&amp;amp;feature=player_embedded" target="_blank">Il video della presentazione al Google I/O 2009</a></p>
<script type="text/javascript" class="owbutton" src="http://www.onlywire.com/button" title="Google Wave, il nuovo modo di collaborare" url="http://www.ale23.com/blog/?p=112"></script>]]></content:encoded>
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		<title>Google Analytics: nuove funzionalità in arrivo</title>
		<link>http://www.ale23.com/blog/2009/05/google-analytics-nuove-funzionalita-in-arrivo/</link>
		<comments>http://www.ale23.com/blog/2009/05/google-analytics-nuove-funzionalita-in-arrivo/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 11 May 2009 12:19:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aly75</dc:creator>
				<category><![CDATA[google]]></category>
		<category><![CDATA[google analytics]]></category>
		<category><![CDATA[Web Analytics]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal blog di Google Analytics (sia in italiano che in inglese) è arrivata notizia di nuove funzionalità che verranno introdotte nelle prossime settimane. Tra le principali novità del prodotto vi è la possibilità di realizzare tabelle pivot ed effettuare analisi incrociate di dati, all&#8217;interno della stessa interfaccia. Le nuove funzionalità permetteranno di effettuare analisi ancora [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dal blog di Google Analytics (sia in italiano che in inglese) è arrivata notizia di nuove funzionalità che verranno introdotte nelle prossime settimane.</p>
<p>Tra le principali novità del prodotto vi è la possibilità di realizzare tabelle pivot ed effettuare analisi incrociate di dati, all&#8217;interno della stessa interfaccia. Le nuove funzionalità permetteranno di effettuare analisi ancora più approfondite, impiegando ad esempio dati bidimensionali (come parola chiave e località).</p>
<p>Google Analytics permetterà inolte di condividere con colleghi, amici o con la blogosfera, modelli di segmentazioni avanzate e rapporti personalizzati. Pertanto se riceverete una URL con un rapporto personalizzato questa verrà popolata con i dati del vostro account di Google Analytics.</p>
<p><object width="425" height="344" data="http://www.youtube.com/v/3YgbZg-Jb9o&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xcfcfcf&amp;hl=en&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/3YgbZg-Jb9o&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xcfcfcf&amp;hl=en&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
<p>Fonte e per maggiori info: http://googleitalia.blogspot.com/2009/05/nuove-funzionalita-per-google-analytics.html</p>
<script type="text/javascript" class="owbutton" src="http://www.onlywire.com/button" title="Google Analytics: nuove funzionalità in arrivo" url="http://www.ale23.com/blog/?p=105"></script>]]></content:encoded>
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		<title>Come l&#8217;algoritmo di Google è cambiato negli anni</title>
		<link>http://www.ale23.com/blog/2009/04/come-lalgoritmo-di-google-e-cambiato-negli-anni/</link>
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		<pubDate>Fri, 10 Apr 2009 15:02:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aly75</dc:creator>
				<category><![CDATA[google]]></category>
		<category><![CDATA[motori di ricerca]]></category>
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		<category><![CDATA[link_popularity]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho trovato oggi un interessante articolo su come l&#8217;autore pensa che l&#8217;algoritmo di Google sia cambiato negli anni. Secondo il Ceo di Seomoz mentre il valore dell&#8217;anchor text negli inbound link è sceso in questi ultimi anni, è aumentato drasticamente il valore di trust del dominio. In calo anche il fattore keyword on-page e il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Ho trovato oggi un interessante articolo su come l&#8217;autore pensa che l&#8217;algoritmo di Google sia cambiato negli anni.</p>
<div id="attachment_93" class="wp-caption aligncenter" style="width: 607px"><img class="aligncenter size-full wp-image-94" title="I fattori di posizionamento negli anni" src="http://www.ale23.com/blog/wp-content/uploads/2009/04/google-rankings-over-time1.gif" alt="I fattori di posizionamento negli anni" width="597" height="485" /><p class="wp-caption-text">Come i principali fattori hanno influenzato il posizionamento negli anni</p></div>
<p style="text-align: left;">Secondo il Ceo di Seomoz mentre il valore dell&#8217;anchor text negli inbound link è sceso in questi ultimi anni, è aumentato drasticamente il valore di trust del dominio.</p>
<p style="text-align: left;">In calo anche il fattore keyword on-page e il vecchio caro Page-Rank,  preso nella sua accezione originale.</p>
<p style="text-align: left;">L&#8217;articolo completo, in inglese, lo trovate <a href="http://www.seomoz.org/blog/how-googles-rankings-algorithm-has-changed-over-time-">qui</a></p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">
<script type="text/javascript" class="owbutton" src="http://www.onlywire.com/button" title="Come l'algoritmo di Google è cambiato negli anni" url="http://www.ale23.com/blog/?p=92"></script>]]></content:encoded>
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		<title>Canonical Tag</title>
		<link>http://www.ale23.com/blog/2009/04/canonical-tag/</link>
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		<pubDate>Mon, 06 Apr 2009 15:15:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aly75</dc:creator>
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		<category><![CDATA[motori di ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[meta tag]]></category>
		<category><![CDATA[posizionamento]]></category>

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		<description><![CDATA[Ecco il link ad un articolo che pone l&#8217;attenzione su come NON usare il canonical tag. E ricordiamo che il Canonical Tag deve essere utilizzato solo per pagine identiche o praticamente uguali. Altrimenti si rischia di perdere del contenuto testuale utile al posizionamento. Articolo di Cash-Cow.it: http://tinyurl.com/cnfgxf]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco il link ad un articolo che pone l&#8217;attenzione su come NON usare il canonical tag.</p>
<p>E ricordiamo che il Canonical Tag deve essere utilizzato solo per pagine identiche o praticamente uguali. Altrimenti si rischia di perdere del contenuto testuale utile al posizionamento.</p>
<p>Articolo di Cash-Cow.it: http://tinyurl.com/cnfgxf</p>
<script type="text/javascript" class="owbutton" src="http://www.onlywire.com/button" title="Canonical Tag" url="http://www.ale23.com/blog/?p=84"></script>]]></content:encoded>
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		<title>Brevetto di Google contro gli schemi di link</title>
		<link>http://www.ale23.com/blog/2009/04/brevetto-di-google-contro-gli-schemi-di-link/</link>
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		<pubDate>Mon, 06 Apr 2009 15:12:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aly75</dc:creator>
				<category><![CDATA[google]]></category>
		<category><![CDATA[motori di ricerca]]></category>
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		<description><![CDATA[Ecco il link alla versione originale di un brevetto depositato da Google che espone in modo abbastanza chiaro quali sono le potenziali azioni contro link farm o schemi di link. United States Patent: http://tinyurl.com/dkcl69]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco il link alla versione originale di un <a title="brevetto google contro link farm" href="http://patft.uspto.gov/netacgi/nph-Parser?Sect1=PTO2&amp;Sect2=HITOFF&amp;u=%2Fnetahtml%2FPTO%2Fsearch-adv.htm&amp;r=1&amp;p=1&amp;f=G&amp;l=50&amp;d=PTXT&amp;S1=7,509,344.PN.&amp;OS=pn/7,509,344&amp;RS=PN/7,509,344" target="_blank">brevetto depositato da Google</a> che espone in modo abbastanza chiaro quali sono le potenziali azioni contro link farm o schemi di link.</p>
<p>United States Patent: http://tinyurl.com/dkcl69</p>
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		<title>Google Android in Italia!! Finalmente</title>
		<link>http://www.ale23.com/blog/2009/03/google-android-in-italia-finalmente/</link>
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		<pubDate>Mon, 30 Mar 2009 22:40:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aly75</dc:creator>
				<category><![CDATA[google]]></category>
		<category><![CDATA[telefonia]]></category>
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		<description><![CDATA[Gli &#8220;androidi&#8221; sbarcano in Italia. Htc lancia nel nostro Paese i primi cellulari basati su Android sistema operativo libero, open source, ideato da Google e messo a punto dal consorzio di imprese e sviluppatori della Open handset alliance. Due i modelli: Dream (alias G1) e Magic. Il primo, commercializzato da oggi attraverso il canale Tim [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_69" class="wp-caption alignleft" style="width: 250px"><img class="size-full wp-image-69" title="htc-magic-android" src="http://www.ale23.com/blog/wp-content/uploads/2009/03/htc-magic-240x154.jpg" alt="HTC Magic con Android" width="240" height="154" /><p class="wp-caption-text">HTC Magic con Android</p></div>
<p>Gli &#8220;androidi&#8221; sbarcano in Italia. Htc lancia nel nostro Paese i primi cellulari basati su Android sistema operativo libero, open source, ideato da Google e messo a punto dal consorzio di imprese e sviluppatori della Open handset alliance. Due i modelli: Dream (alias G1) e Magic. Il primo, commercializzato da oggi attraverso il canale Tim è uno smartphone a doppia interfaccia con touch screen e tastiera estesa. Il secondo venduto a partire da metà aprile anche attraverso Vodafone, è solo touch e dunque va a scontarsi con il campione d&#8217;immagine del mondo smartphone: l&#8217;iPhone di Apple. La casa taiwanese è il quarto produttore di smartphone con quasi 6 milioni di pezzi venduti nel 2008, dietro Nokia al primo con 61 milioni, Rim al secondo (23 milioni di Blackberry) ed Apple al secondo con 11,5 milioni di unità. Ora con gli Android phone ha aperto un secondo fronte oltre alla tradizionale offerta di macchine con Windows Mobile, piattaforma maggiormente esposta alla pressione competitiva e più arretrata dal punto di vista tecnologico e di usabilità e che sarà pero rinnovata in estate.</p>
<p>Htc con il Dream ha nel mirino molti produttori di smartphone su Windows Mobile. Monta una tastiera qwerty, estesa come quella dei pc, che esce dal fianco. È una conformazione che, inventata dalla stessa Htc con il modello Tytn, e rilanciata da Sony Ericsson con Xperia X1 di Sony Ericsson e da Lg con il Prada, sta diventando dominante. Non a caso Nokia ci crede particolarmente. Oggi debutta in Italia l&#8217;E75 che per caratteristiche tecniche sembra essere il prodotto da battere, insieme al nuovissimo, XpressMusic 5730 e soprattutto all&#8217;N97 atteso per l&#8217;estate. Nel Dream l&#8217;abbinamento tastiera e display sensibile al tocco delle dita elimina alla radice i limiti di usabilità dei dispositivi completamente touch come il Magic che per questa caratteristica e per il design è un vero anti-iPhone. Il Google phone di Htc rispetto al melafonino vanta una migliore fotocamera, 3,2 megapixel contro i 2 del dispositivo americano che però ha il vantaggio, unico, del display Multitouch.</p>
<p>La memoria di Magic, e quella di Dream, è espandibile, mentre quella di iPhone è fissa ma ammonta a ben 16 Gb.<br />
Il Magic non si discosta troppo neppure dagli altri touch phone come il Rim Blackberry Storm o il Samsung Omnia oppure il Touch Pro della stessa Htc, entrambi basati su Windows mobile.<br />
Il bello dei Googlefonini è nel sistema operativo, basato su Linux: facile da usare, fluido nei comandi e intuivo. Offre un&#8217;eccellente visualizzazione delle pagine web. Il Google phone vive per Internet e su Internet: dalle applicazioni di base (serve un account Google) alle mappe e al supporto integrato per YouTube. La sua forza sono i tanti software che man mano saranno disponibili su Android Market, ovvero sul web negozio di applicazioni che compete con l&#8217;App Store, nuova gallina dalle uova d&#8217;oro di Apple. Ed è qui che si concentra lo scontro competitivo: Nokia ha lanciato il suo store mentre quello di Microsoft è in dirittura di arrivo.</p>
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		</item>
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		<title>Niente trucchi, siamo Google!</title>
		<link>http://www.ale23.com/blog/2008/04/niente-trucchi-siamo-google/</link>
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		<pubDate>Sun, 27 Apr 2008 10:34:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aly75</dc:creator>
				<category><![CDATA[google]]></category>
		<category><![CDATA[motori di ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[web marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[Spesso le aziende si rivolgono all’esperto di Web marketing di turno per migliorare la visibilità online del proprio sito e dei servizi offerti. Molti ragionano in questi termini: “troviamo un qualche trucco o stratagemma per far sembrare il nostro sito più rilevante agli occhi dei motori di ricerca”. In realtà quest’approccio è sostanzialmente sbagliato; una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Spesso le aziende si rivolgono all’esperto di Web marketing di turno per migliorare la visibilità online del proprio sito e dei servizi offerti.</p>
<p>Molti ragionano in questi termini: “troviamo un qualche <em>trucco</em> o <em>stratagemma</em> per far <em>sembrare</em> il nostro sito più rilevante agli occhi dei motori di ricerca”.</p>
<p>In realtà quest’approccio è sostanzialmente sbagliato; una <strong>strategia onesta e corretta di SEO e SEM</strong> (acronimi rispettivamente di Search Engine Optimization e Search Engine Marketing) è rivolta a <strong>rendere effettivamente più rilevante un sito Web</strong>, e non a farlo apparire tale.</p>
<p>Molte pratiche quali il <strong>cloaking</strong>, le vecchie <strong>doorway pages</strong>, i <strong>redirect</strong>, possono portare a <strong>risultati opposti a quelli desiderati</strong>: se si è molto scaltri la si può fare franca per un po’, ma se si eccede si rischia di vedere il proprio sito pesantemente penalizzato.</p>
<p>Un <strong>caso esemplare</strong> è quello della BMW tedesca, che nel 2006 è stata <strong>tacciata da Google</strong> di <strong>“WebSpam”</strong> ovvero “spam effettuato tramite pagine Web”: il sito <a style="background-color: #ffcccc;" title="Sito ufficiale BMW" rel="nofollow" href="http://www.bmw.de/">bmw.de</a> è stato letteralmente cancellato dall’elenco dei siti presenti su Google, finché la pratica scorretta non è terminata.</p>
<p>La <strong>pratica scorretta</strong> in questione consisteva nell’uso di <em>“pagine civetta”</em> (chiamate tecnicamente <em>“doorway pages”</em>) contenenti un gran numero di <strong>parole chiave</strong> create appositamente per <strong>ingannare i motori di ricerca</strong>.</p>
<p>Sul <a href="http://www.mattcutts.com/blog/ramping-up-on-international-webspam/">blog</a> di Matt Cutts è possibile leggere tutti i dettagli (in Inglese).</p>
<p>Il <strong>normale visitatore</strong> che raggiungeva il sito <strong>non vedeva queste pagine</strong> perché veniva subito re-indirizzato (<em>redirect</em>) ad altra pagina, in cui si mostravano le auto della casa automobilistica tedesca.</p>
<p>Questa pratica è stata considerata da Google contraria alle “<a href="http://www.google.com/support/webmasters/bin/answer.py?answer=35769#quality">webmaster quality guidelines</a>“, le <strong>linee guida</strong> cui debbono attenersi tutti i Web master per poter venire inclusi nell’indicizzazione da Google.</p>
<p>Tra queste linee guida, infatti, ce n’è una che dice testualmente:</p>
<blockquote><p>“Non ingannare i tuoi visitatori o presentare loro contenuti diversi da quelli che vengono presentati ai motori di ricerca”.</p></blockquote>
<p>E questo è esattamente ciò che il sito bmw.de aveva fatto. Credo che leggendo queste linee guida si possono ottenere indicazioni importanti per chiunque voglia occuparsi di Search Engine Marketing; a chi si avvicina per la prima volta a quest’argomento do un consiglio: è meglio rispettare queste linee guida piuttosto che <strong>improvvisarsi esperti</strong> e inventarsi un nuovo espediente per balzare ai primi posti.</p>
<p>Di sicuro quello della BMW è un <strong>caso eclatante</strong>, anche per l’importanza e visibilità dell’azienda in questione, ma non mancano situazioni simili anche in Italia: evitiamo quindi di <em>“giocare d’azzardo”</em> mettendo a repentaglio la visibilità online dell’azienda, non utilizziamo stratagemmi che potrebbero <strong>trarre in inganno i motori o gli utenti</strong> che visitano le pagine, costruiamo un’<strong>effettiva rilevanza</strong> e importanza in rete proponendo contenuti e servizi interessanti, offrendo agli utenti <strong>servizi e informazioni utili</strong>, affinché siano utenti soddisfatti e quindi potenziali partner e clienti.</p>
<p style="text-align: right;">Fonte: <a href="http://www.onemarketing.it" target="_blank">www.onemarketing.it</a></p>
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		<title>Google e la guerra dei Brand alberghieri</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Apr 2008 20:09:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aly75</dc:creator>
				<category><![CDATA[google]]></category>
		<category><![CDATA[motori di ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<category><![CDATA[brand]]></category>
		<category><![CDATA[PPC]]></category>

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		<description><![CDATA[Brutte notizie arrivano dal Regno Unito in materia di tutela dei Brand alberghieri. Alcuni dei più importanti operatori turistici britannici si troveranno in difficoltà di fronte al cambiamento della “Google trademark policy” nel Pay Per Click advertising. Per la prima volta qualsiasi impresa potrà infatti acquistare parole chiave associate al Brand name della concorrenza. Questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Brutte notizie arrivano dal Regno Unito in materia di tutela dei Brand alberghieri. Alcuni dei più importanti operatori turistici britannici si troveranno in difficoltà di fronte al cambiamento della “Google trademark policy” nel Pay Per Click advertising. Per la prima volta qualsiasi impresa potrà infatti acquistare parole chiave associate al <em>Brand name</em> della concorrenza.</p>
<p>Questo improvviso cambiamento ha provocato le proteste di un gran numero di siti turistici che potrebbero essere costretti a far salire vertiginosamente la loro spesa pubblicitaria su Google.<br />
Il direttore esecutivo di una delle più grandi compagnie di viaggi del Regno Unito ha rivelato a <a onclick="javascript:urchinTracker ('/outbound/www.travolution.co.uk');" target="_blank">Travolution</a> che il 25% del budget che l&#8217;azienda dedica al PPC ora verrà usato per <strong>proteggere il Brand dalla concorrenza</strong>.</p>
<p><span id="more-42"></span></p>
<p><strong>Lyndsay Menzies</strong>, direttore di BigMouthMedia, ha dichiarato a Travolution: &#8220;E&#8217; la fine di uno strumento molto utile per i maggiori Brand turistici. Per ora sono stati ottenuti elevati volumi di traffico targettizzato a basso costo puntando sul <em>Brand name</em>; le nuove regole di Google cambieranno la situazione&#8221;.</p>
<p>Mentre i grandi Brand alberghieri vedranno probabilmente un rilevante aumento della loro spesa di marketing on-line, le piccole imprese e gli aggregatori – come le <strong>agenzie di viaggio on-line</strong> ed i <strong>meta motori di ricerca</strong> – vedranno aprirsi un nuovo, inaspettato canale di distribuzione.</p>
<p>Secondo Menzies, &#8220;Fino ad ora queste aziende sono state costrette a fare offerte su termini generici molto competitivi e costosi; il nuovo regime significa che ora invece potranno fare offerte sui Brand, spendendo meno e continuando ad ottenere traffico rilevante”.</p>
<p><strong>Matt Brittin</strong>, direttore di Google UK, ha cercato di chiarire le motivazioni del cambiamento: &#8220;Il nostro obiettivo è fornire ai nostri utenti informazioni più rilevanti, sia dai normali risultato di ricerca che dal Pay Per Click advertising. Stiamo compiendo questo cambiamento perché vogliamo dare agli utenti una maggiore possibilità di fare scelte informate.&#8221;</p>
<p>Google negli <strong>Stati Uniti</strong> ha cambiato la sua trademark policy nel 2004. Nel <strong>Regno Unito</strong> il cambiamento avrà luogo invece nel prossimo mese di Maggio. Nel <strong>resto del mondo</strong> Google continua, per il momento, a tutelare i Brand, come si legge in una nota del centro assistenza di Google Adwords.</p>
<blockquote><p>Quando riceviamo un reclamo da parte del proprietario di un marchio di fabbrica in paesi diversi dagli Stati Uniti e dal Canada, la nostra verifica si limita ad accertare se un termine corrispondente al marchio venga utilizzato nel testo o come parola chiave dell&#8217;annuncio in questione. Se viene accertata una violazione, richiediamo all&#8217;inserzionista di rimuovere il termine in questione dal testo dell&#8217;annuncio o dall&#8217;elenco delle parole chiave e lo diffidiamo dall&#8217;utilizzare nuovamente tale termine in futuro.</p></blockquote>
<p style="text-align: right;">Fonte: <a href="http://www.travolution.co.uk/Articles/2008/04/08/1359/Google+keyword+switch+to+cost+big+travel+brands+%E2%80%98millions%E2%80%99.html">Travolution</a></p>
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		<title>Iphone a maggio in Italia. E Android?</title>
		<link>http://www.ale23.com/blog/2008/04/iphone-a-maggio-in-italia-e-android/</link>
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		<pubDate>Tue, 22 Apr 2008 19:58:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aly75</dc:creator>
				<category><![CDATA[google]]></category>
		<category><![CDATA[telefonia]]></category>
		<category><![CDATA[Android]]></category>
		<category><![CDATA[IPhone]]></category>

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		<description><![CDATA[Notizia che circola da qualche giorno nella rete e carta stampata: Iphone a maggio in Italia. Dovrebbe essere l&#8217;Iphone di nuova generazione, 3G per intenderci, e con un disco interno più capiente. Ad averlo in esclusiva per i primi mesi la TIM, in seguito libertà di vendita anche da parte degli altri operatori mobili. Nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Notizia che circola da qualche giorno nella rete e carta stampata: Iphone a maggio in Italia. Dovrebbe essere l&#8217;Iphone di nuova generazione, 3G per intenderci, e con un disco interno più capiente. Ad averlo in esclusiva per i primi mesi la TIM, in seguito libertà di vendita anche da parte degli altri operatori mobili.</p>
<p>Nel frattempo i prezzi crollano negli altri paesi: la D-telecom in Germania è passata da 399 Euro a 99.<br />
Che stiano svuotando i magazzini in attesa dell&#8217;Iphone 3G o c&#8217;è qualcos&#8217;altro?</p>
<p>La mai attesa è comunque tutta per vedere all&#8217;opera Android, il nuovo &#8220;sistema operativo&#8221; mobile di Google. I primi cellulari con Android montato dovrebbero uscire per la fine del 2008. Potrebbe essere un nuovo, interessantissimo capitolo per la storia della telefonia mobile! <img onclick="grin(':smile:');" src="../wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif" alt=":smile:" /></p>
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