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25 Mar 09 Macchina Ikea? Pesce d’aprile o realtà

L'auto Ikea: operazione di marketing o realtà?

L'auto Ikea: operazione di marketing o realtà?

Ikea entra nel mondo dell’auto low cost?

La notizia, clamorosa, sta già facendo il giro del mondo perché l’annuncio è ufficiale.
Per l’occasione, è stato anche aperto un sito web all’indirizzo roulez-leko.com con tanto di conto alla rovescia per il debutto della macchina, per ora avvolta da un telo. Il problema è uno solo: la data del debutto è fissata in pratica per il primo aprile… Ma non si tratta di uno scherzo perché la macchina esiste davvero, anche se non sarà in vendita: l’idea della filiale francese di Ikea che per la prossima campagna pubblicitaria si appresta a lanciare un’autovettura, simboleggiando così in quest’auto “del futuro” tutti i contenuti dei mobili Ikea.

la scatola di montaggio dell'auto? :-)

la scatola di montaggio dell'auto? :-)

Tutto è avvolto dal più totale mistero, anche se ormai in rete sta già avvenendo proprio quello che all’Ikea erano certi sarebbe avvenuto: una ridda di scherzi e prese in giro sul fatto che la macchina va montata da sola, sui problemi delle istruzioni per il montaggio e (un classico del genere) sul fatto che facendo il pieno alla Ikea car il suo valore raddoppierebbe…il buzz marketing funziona! :-)

Eppure se l’Ikea decide lanciare un’auto, sia pure a fini pubblicitari e lanciandola come se fosse un pesce d’aprile il motivo non è tanto scherzoso. E nasconde il grande interesse, a livello mondiale, che il marchio di arredamento low cost sta suscitando nel mondo dell’auto: Fiat ha già stretto un accordo per arredare con i designer Ikea le sue concessionarie, mentre Renault Italia per lanciare la sua Logan ha messo in piedi una serie di convegni sul concetto di low cost proprio insieme alla filiale italiana dell’Ikea.

27 Apr 08 Niente trucchi, siamo Google!

Spesso le aziende si rivolgono all’esperto di Web marketing di turno per migliorare la visibilità online del proprio sito e dei servizi offerti.

Molti ragionano in questi termini: “troviamo un qualche trucco o stratagemma per far sembrare il nostro sito più rilevante agli occhi dei motori di ricerca”.

In realtà quest’approccio è sostanzialmente sbagliato; una strategia onesta e corretta di SEO e SEM (acronimi rispettivamente di Search Engine Optimization e Search Engine Marketing) è rivolta a rendere effettivamente più rilevante un sito Web, e non a farlo apparire tale.

Molte pratiche quali il cloaking, le vecchie doorway pages, i redirect, possono portare a risultati opposti a quelli desiderati: se si è molto scaltri la si può fare franca per un po’, ma se si eccede si rischia di vedere il proprio sito pesantemente penalizzato.

Un caso esemplare è quello della BMW tedesca, che nel 2006 è stata tacciata da Google di “WebSpam” ovvero “spam effettuato tramite pagine Web”: il sito bmw.de è stato letteralmente cancellato dall’elenco dei siti presenti su Google, finché la pratica scorretta non è terminata.

La pratica scorretta in questione consisteva nell’uso di “pagine civetta” (chiamate tecnicamente “doorway pages”) contenenti un gran numero di parole chiave create appositamente per ingannare i motori di ricerca.

Sul blog di Matt Cutts è possibile leggere tutti i dettagli (in Inglese).

Il normale visitatore che raggiungeva il sito non vedeva queste pagine perché veniva subito re-indirizzato (redirect) ad altra pagina, in cui si mostravano le auto della casa automobilistica tedesca.

Questa pratica è stata considerata da Google contraria alle “webmaster quality guidelines“, le linee guida cui debbono attenersi tutti i Web master per poter venire inclusi nell’indicizzazione da Google.

Tra queste linee guida, infatti, ce n’è una che dice testualmente:

“Non ingannare i tuoi visitatori o presentare loro contenuti diversi da quelli che vengono presentati ai motori di ricerca”.

E questo è esattamente ciò che il sito bmw.de aveva fatto. Credo che leggendo queste linee guida si possono ottenere indicazioni importanti per chiunque voglia occuparsi di Search Engine Marketing; a chi si avvicina per la prima volta a quest’argomento do un consiglio: è meglio rispettare queste linee guida piuttosto che improvvisarsi esperti e inventarsi un nuovo espediente per balzare ai primi posti.

Di sicuro quello della BMW è un caso eclatante, anche per l’importanza e visibilità dell’azienda in questione, ma non mancano situazioni simili anche in Italia: evitiamo quindi di “giocare d’azzardo” mettendo a repentaglio la visibilità online dell’azienda, non utilizziamo stratagemmi che potrebbero trarre in inganno i motori o gli utenti che visitano le pagine, costruiamo un’effettiva rilevanza e importanza in rete proponendo contenuti e servizi interessanti, offrendo agli utenti servizi e informazioni utili, affinché siano utenti soddisfatti e quindi potenziali partner e clienti.

Fonte: www.onemarketing.it

25 Apr 08 La storia di una prenotazione – il percorso dei viaggiatori

Google UK e ComScore hanno unito le forze per condurre negli scorsi mesi un’approfondita indagine sul rapporto fra viaggiatori on-line e motori di ricerca. Il risultato? I viaggiatori usano i motori di ricerca per pianificare ed acquistare viaggi in modo molto più sofisticato rispetto al passato.

Nel primo trimestre del 2007, 20 milioni di persone nel Regno Unito hanno utilizzato motori di ricerca per trovare informazioni di viaggio. Fra la prima ricerca e la prenotazione possono però passare diverse settimane…

In media i consumatori impiegano quasi un mese dalla prima ricerca alla prenotazione

In media, i consumatori di viaggi fanno 12 ricerche sui motori, visitano 22 siti web ed impiegano 29 giorni dalla prima ricerca alla prenotazione. Il 45% delle transazioni si verifica infatti 4 o più settimane dopo la prima ricerca.

I viaggiatori visitano il sito dove poi prenotano più di una volta

La maggior parte dei viaggiatori on-line visita il sito dove in seguito acquisterà il viaggio più di una volta, con una media di 2.5 visite. Per i tour operator la media è più elevata, ed arriva al 3.9. Solo il 10% delle transazioni avviene la prima volta che l’utente visita il sito.

La costante crescita della competizione (e quindi dell’offerta) nel settore turistico on-line incoraggia i viaggiatori ad allungare i tempi della pianificazione della vacanza. Una tendenza che a sua volta rende sempre più difficile convincere i visitatori del nostro sito a premere “Book Now” senza continuare a cercare possibili alternative.

I termini di ricerca generici svolgono un ruolo significativo nel percorso di acquisto dei consumatori

Il 54% dei viaggiatori comincia la ricerca sui motori con keyword generiche legati alla destinazione (es: “Italy travel”, “Rome hotel”), ed il 10% non usa mai, fra la ricerca e l’acquisto, keyword che contengano il brand dell’hotel (es: “Hotel Nerone Rome”).

Nel 29% dei casi il viaggiatore inizia la pianificazione con una ricerca generica (es: “Rome Hotel”) e conclude con una ricerca che continene il Brand name (es: “Hotel Nerone Rome”).

Robin Frewer, che si occupa del settore viaggi per Google U. K., ha dichiarato:

Questa indagine dimostra che i viaggiatori stanno diventando più incostanti e meno fedeli ad un Brand, e spendono sempre più tempo a pianificare il viaggio desiderato, considerando offerte da molti Brand concorrenti. Il fatto che tanti utenti usino termini di ricerca generici offre ampie possibilità di attrarre nuovi clienti nella fase di pianificazione iniziale del viaggio.

Fonte: Hotelmarketing

08 Oct 07 L’importanza dell’Article Marketing

L’article marketing è una nuova forma di fare comunicazione che si è sviluppata a partire da alcuni anni fa negli Stati Uniti e sta avendo rapida diffusione anche in Italia.

Esso serve principalmente per aumentare la propria visibilità online. In Italia fino a pochi anni fa la modalità principale utilizzata dai webmaster per aumentare la link popularity era lo scambio di link, acquisto di link o l’inserimento di link verso i propri siti in apposite directory. I portali che invece permettono di fare article marketing e di pubblicare comunicati stampa consentono a chiunque di inserire degli articoli da lui scritti us specifiche tematiche inserendo all’interno del corpo dell’articolo dei link di approfondimento verso i propri siti che trattano la tematica dell’articolo stesso.

Ma perchè non è più sufficiente lo scambio di link?

Chi lavora nell’ambito del web sa molto bene che un link ha un valore (ai fini del posizionamento) maggiore se inserito all’interno di un contesto specifico. Creando un articolo ben strutturato e che approfondisce un determinato tema un utente quindi potrà inserire uno o più link all’interno di esso che lo aiuteranno nel migliorare il ranking del suo sito in maniera estremamente efficace.

Quali sono i vantaggi di fare article marketing quindi?

* Aumentare della popolarità;
* Ottenere dei back links di qualità verso il proprio sito inseriti in un contesto tematizzato;
* Aumentare la cosiddetta link popularity;
* Aumento del numero di visitatori interessati al tema trattato nel proprio sito.

02 Jun 07 Arriva Google 2.0: Universal Search

Articolo tratto da www.bookingblog.com:


Da oggi si aprono nuovi importanti canali di promozione per le strutture ricettive, quali alberghi, agriturismi e Bed & Breakfast. E’ stato lanciato ufficialmente, su Google.com, il più importante update dell’algoritmo che si registri dalla nascita del motore di ricerca.
Il concetto di “Vertical Search” alla base di Google 2.0 arricchisce le pagine dei risultati di ricerca con contenuti provenienti da database di news, video, immagini, risultati locali e motori di ricerca per libri, per una continua fusione delle informazioni in tutte le sue diverse forme.

L’ Universal Search è una sfida fondamentale per gli hotel e il loro marketing online. I cambiamenti più importanti deriveranno principalmente da due nuove tendenze di ricerca sul web:

  • Personalizzazione dei risultati: il peso del traffico dai normali risultati organici diminuirà con il tempo, con un peggioramento del posizionamento del sito web in favore di database specifici e personalizzabili su cui Google baserà sempre di più i propri risultati.
  • Crescita della ricerca verticale: la ricerca di contenuti più personalizzati per l’utente segue la tendenza del web 2.0 e supera l’ottimizzazione on-page del primo Google e quella basata sui link dello Jagger Update. La ricerca di terza generazione si baserà sugli input degli utenti (cosa visitano e su cosa cliccano) e quindi favorirà tutte le forme e i canali di informazione e comunicazione attualmente disponibili (un esempio per tutti, YouTube). Bisognerà essere ovunque, sinceramente, con impegno e qualità.

“Florence hotels” su Google.com

Un caso pratico dei primi effetti dell’ Universal Search: cercando “florence hotels” su google.com, il primo risultato è una Google Map, e, cliccando su “more local business results”, si apre la pagina “ricerca business” di hotel a Firenze.

Una sfida complessa e interessante

E’ una rivoluzione, e non succede tutti i giorni: ci si deve preoccupare? Solo se la vostra Web Agency non sarà capace di gestire una sfida che è tanto più complessa quanto ricca di opportunità: sarà necessario conoscere approfonditamente le liste dei database specifici di Google e cominciare ad apparire e promuoversi anche in quelle, approfittando di tutti i nuovi canali disponibili.

google universal search florence hotels

google universal search find business

12 Mar 07 Il web marketing è morto

web marketingCome qualificare il web marketing nel 2007? Le sensazioni legate ai budget di marketing e di web marketing sono imbarazzanti di fronte al cambiamento verso il mondo digitale. E google è il direttore d’orchestra in questo ambito.
Dice Stefano Hesse che la differenza tra marketing e web marketing non ha più ragione di esistere. Ed ha ragione. Il contesto è talmente mutevole e digitalizzato che non è più possibile relegare il web marketing al neoassunto, allo stagista o al dipendente scentrato e smanettane con lo stesso budget destinato ai regali di natale aziendali.

Esiste probabilmente una falla nella diga del marketing odierno e la mia opinione è pessimista in merito: non terrà. I grandi saggi del marketing accettano spesso con reticenza il fenomeno internet e si rifiutano di guardare al nuovo, c è però un problema, siamo di fronte a quanto di più inarrestabile possa esistere. Il bello è che la gente non deve imparare ad andare su internet colmando digital divide e gap informativi, è internet che sta per andare dalla gente, grazie ai laptop e alle reti wi-fi, ai videofonini e all’ip tv.
Ci vorrà un po’ ma la propagazione è esponenziale e io credo che chi rifiuta le novità continuando a vendere gli stessi spazi tv da 30” senza contestualizzarli avrà vita breve nel settore. I segnali ci sono tutti, la rivoluzione è iniziata, è inarrestabile e può solol essere accettata.

Quando qualcosa si romperà nel meccanismo assisteremo ad un rimescolamento delle competenze e dei budget e capiremo che l’occasione per generare vantaggio competitivo che ci siamo lasciati scappare era ghiotta e rimpiangeremo il 2007 in cui era ancora possibile imparare dagli americani che hanno già vissuto questa fase e sfruttare l’esperienza a nostro pro.

Oggi internet è equiparabile alle affissioni, alla tv, alla radio come approccio, ed è l’unico canale in pesante crescita in un settore tutto sommato altalenante, non è più il fratello minore da tutelare e tollerare, oggi internet ha una sua dimensione e questa fase di assestamento può consentire, soprattutto alle pmi, di cambiare le carte in tavola durante la riorganizzazione, e i mastodonti dell’organizzazione burocratica che resteranno indietro faticheranno a riprendersi.

Diamo al marketing digitale una dignità, siamo all’ultimo giro di clessidra..

Giorgio su www.marketingarena.it