Ecco il link ad un articolo che pone l’attenzione su come NON usare il canonical tag.

E ricordiamo che il Canonical Tag deve essere utilizzato solo per pagine identiche o praticamente uguali. Altrimenti si rischia di perdere del contenuto testuale utile al posizionamento.

Articolo di Cash-Cow.it: http://tinyurl.com/cnfgxf

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Ecco il link alla versione originale di un brevetto depositato da Google che espone in modo abbastanza chiaro quali sono le potenziali azioni contro link farm o schemi di link.

United States Patent: http://tinyurl.com/dkcl69

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HTC Magic con Android

HTC Magic con Android

Gli “androidi” sbarcano in Italia. Htc lancia nel nostro Paese i primi cellulari basati su Android sistema operativo libero, open source, ideato da Google e messo a punto dal consorzio di imprese e sviluppatori della Open handset alliance. Due i modelli: Dream (alias G1) e Magic. Il primo, commercializzato da oggi attraverso il canale Tim è uno smartphone a doppia interfaccia con touch screen e tastiera estesa. Il secondo venduto a partire da metà aprile anche attraverso Vodafone, è solo touch e dunque va a scontarsi con il campione d’immagine del mondo smartphone: l’iPhone di Apple. La casa taiwanese è il quarto produttore di smartphone con quasi 6 milioni di pezzi venduti nel 2008, dietro Nokia al primo con 61 milioni, Rim al secondo (23 milioni di Blackberry) ed Apple al secondo con 11,5 milioni di unità. Ora con gli Android phone ha aperto un secondo fronte oltre alla tradizionale offerta di macchine con Windows Mobile, piattaforma maggiormente esposta alla pressione competitiva e più arretrata dal punto di vista tecnologico e di usabilità e che sarà pero rinnovata in estate.

Htc con il Dream ha nel mirino molti produttori di smartphone su Windows Mobile. Monta una tastiera qwerty, estesa come quella dei pc, che esce dal fianco. È una conformazione che, inventata dalla stessa Htc con il modello Tytn, e rilanciata da Sony Ericsson con Xperia X1 di Sony Ericsson e da Lg con il Prada, sta diventando dominante. Non a caso Nokia ci crede particolarmente. Oggi debutta in Italia l’E75 che per caratteristiche tecniche sembra essere il prodotto da battere, insieme al nuovissimo, XpressMusic 5730 e soprattutto all’N97 atteso per l’estate. Nel Dream l’abbinamento tastiera e display sensibile al tocco delle dita elimina alla radice i limiti di usabilità dei dispositivi completamente touch come il Magic che per questa caratteristica e per il design è un vero anti-iPhone. Il Google phone di Htc rispetto al melafonino vanta una migliore fotocamera, 3,2 megapixel contro i 2 del dispositivo americano che però ha il vantaggio, unico, del display Multitouch.

La memoria di Magic, e quella di Dream, è espandibile, mentre quella di iPhone è fissa ma ammonta a ben 16 Gb.
Il Magic non si discosta troppo neppure dagli altri touch phone come il Rim Blackberry Storm o il Samsung Omnia oppure il Touch Pro della stessa Htc, entrambi basati su Windows mobile.
Il bello dei Googlefonini è nel sistema operativo, basato su Linux: facile da usare, fluido nei comandi e intuivo. Offre un’eccellente visualizzazione delle pagine web. Il Google phone vive per Internet e su Internet: dalle applicazioni di base (serve un account Google) alle mappe e al supporto integrato per YouTube. La sua forza sono i tanti software che man mano saranno disponibili su Android Market, ovvero sul web negozio di applicazioni che compete con l’App Store, nuova gallina dalle uova d’oro di Apple. Ed è qui che si concentra lo scontro competitivo: Nokia ha lanciato il suo store mentre quello di Microsoft è in dirittura di arrivo.

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L'auto Ikea: operazione di marketing o realtà?

L'auto Ikea: operazione di marketing o realtà?

Ikea entra nel mondo dell’auto low cost?

La notizia, clamorosa, sta già facendo il giro del mondo perché l’annuncio è ufficiale.
Per l’occasione, è stato anche aperto un sito web all’indirizzo roulez-leko.com con tanto di conto alla rovescia per il debutto della macchina, per ora avvolta da un telo. Il problema è uno solo: la data del debutto è fissata in pratica per il primo aprile… Ma non si tratta di uno scherzo perché la macchina esiste davvero, anche se non sarà in vendita: l’idea della filiale francese di Ikea che per la prossima campagna pubblicitaria si appresta a lanciare un’autovettura, simboleggiando così in quest’auto “del futuro” tutti i contenuti dei mobili Ikea.

la scatola di montaggio dell'auto? :-)

la scatola di montaggio dell'auto? :-)

Tutto è avvolto dal più totale mistero, anche se ormai in rete sta già avvenendo proprio quello che all’Ikea erano certi sarebbe avvenuto: una ridda di scherzi e prese in giro sul fatto che la macchina va montata da sola, sui problemi delle istruzioni per il montaggio e (un classico del genere) sul fatto che facendo il pieno alla Ikea car il suo valore raddoppierebbe…il buzz marketing funziona! :-)

Eppure se l’Ikea decide lanciare un’auto, sia pure a fini pubblicitari e lanciandola come se fosse un pesce d’aprile il motivo non è tanto scherzoso. E nasconde il grande interesse, a livello mondiale, che il marchio di arredamento low cost sta suscitando nel mondo dell’auto: Fiat ha già stretto un accordo per arredare con i designer Ikea le sue concessionarie, mentre Renault Italia per lanciare la sua Logan ha messo in piedi una serie di convegni sul concetto di low cost proprio insieme alla filiale italiana dell’Ikea.

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ManKind is no Island

Uncategorized November 7th, 2008

3 minuti di poesia. Dedicato a tutti i senzatetto che nel XXI sono ancora essere umani invisibili in quello che chiamiamo mondo civile!

ManKind is no Island

Spesso le aziende si rivolgono all’esperto di Web marketing di turno per migliorare la visibilità online del proprio sito e dei servizi offerti.

Molti ragionano in questi termini: “troviamo un qualche trucco o stratagemma per far sembrare il nostro sito più rilevante agli occhi dei motori di ricerca”.

In realtà quest’approccio è sostanzialmente sbagliato; una strategia onesta e corretta di SEO e SEM (acronimi rispettivamente di Search Engine Optimization e Search Engine Marketing) è rivolta a rendere effettivamente più rilevante un sito Web, e non a farlo apparire tale.

Molte pratiche quali il cloaking, le vecchie doorway pages, i redirect, possono portare a risultati opposti a quelli desiderati: se si è molto scaltri la si può fare franca per un po’, ma se si eccede si rischia di vedere il proprio sito pesantemente penalizzato.

Un caso esemplare è quello della BMW tedesca, che nel 2006 è stata tacciata da Google di “WebSpam” ovvero “spam effettuato tramite pagine Web”: il sito bmw.de è stato letteralmente cancellato dall’elenco dei siti presenti su Google, finché la pratica scorretta non è terminata.

La pratica scorretta in questione consisteva nell’uso di “pagine civetta” (chiamate tecnicamente “doorway pages”) contenenti un gran numero di parole chiave create appositamente per ingannare i motori di ricerca.

Sul blog di Matt Cutts è possibile leggere tutti i dettagli (in Inglese).

Il normale visitatore che raggiungeva il sito non vedeva queste pagine perché veniva subito re-indirizzato (redirect) ad altra pagina, in cui si mostravano le auto della casa automobilistica tedesca.

Questa pratica è stata considerata da Google contraria alle “webmaster quality guidelines“, le linee guida cui debbono attenersi tutti i Web master per poter venire inclusi nell’indicizzazione da Google.

Tra queste linee guida, infatti, ce n’è una che dice testualmente:

“Non ingannare i tuoi visitatori o presentare loro contenuti diversi da quelli che vengono presentati ai motori di ricerca”.

E questo è esattamente ciò che il sito bmw.de aveva fatto. Credo che leggendo queste linee guida si possono ottenere indicazioni importanti per chiunque voglia occuparsi di Search Engine Marketing; a chi si avvicina per la prima volta a quest’argomento do un consiglio: è meglio rispettare queste linee guida piuttosto che improvvisarsi esperti e inventarsi un nuovo espediente per balzare ai primi posti.

Di sicuro quello della BMW è un caso eclatante, anche per l’importanza e visibilità dell’azienda in questione, ma non mancano situazioni simili anche in Italia: evitiamo quindi di “giocare d’azzardo” mettendo a repentaglio la visibilità online dell’azienda, non utilizziamo stratagemmi che potrebbero trarre in inganno i motori o gli utenti che visitano le pagine, costruiamo un’effettiva rilevanza e importanza in rete proponendo contenuti e servizi interessanti, offrendo agli utenti servizi e informazioni utili, affinché siano utenti soddisfatti e quindi potenziali partner e clienti.

Fonte: www.onemarketing.it

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