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Web Marketing, E-Commerce, Turismo & Altro
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01 Oct 07 La fidelizzazione del cliente

Tratto da OneMarketing.it

Mettere in piedi una attività di e-commerce non è certo uno scherzo, occorrono risorse umane ed economiche oltre a una notevole conoscenza del “mezzo” Internet.

Dopo tutto questo investimento iniziale arriva il momento di pensare a vendere, molti combinano attività di SEO e campagne PPC, concentrando i loro sforzi sull’acquisizione di nuovi visitatori e quindi potenziali clienti, spesso viene trascurato un aspetto importantissimo per il successo di una qualsiasi attività sia online che nel mercato tradizionale: la fidelizzazione.

Personalmente trovo che si debba mettere lo stesso impegno nel fare in modo che chi acquista da noi una volta, sia invogliato a farlo anche la volta successiva. Conosco personalmente delle attività che, dopo forti penalizzazioni nelle SERP dei motori di ricerca sono riuscite a sopravvivere degnamente sfruttando il fatto di avere molti clienti affezionati.

Il primo passo per ottenere un buon numero di “aficionados” è trattare il cliente con rispetto e gentilezza, rispondere immediatamente alle sue richieste e dare la sensazione di una elevata efficienza, inoltre far trovare nel sito notizie e risorse interessanti aiuta certamente a fare in modo che il visitatore/cliente ritorni sul sito.

Spesso alcuni e-commerce hanno la tendenza a invadere le caselle di posta dei loro clienti, questo può essere molto controproducente e allontanare il consumatore, stesso effetto hanno lunghi tempi di risposta alle domande, sia in fase pre che post vendita.

La fidelizzazione si basa principalmente sulla cura del cliente che, sia online che offline, ha il “bisogno” di sentirsi speciale, vuole essere ascoltato e vuole che siano risolti i suoi “problemi”.

Esistono poi altri strumenti efficaci, quali le promozioni dedicate ai vecchi clienti e l’invio di omaggi contemporaneamente alla spedizione dell’ordine, però in questi casi si deve comunque tenere conto dei costi e della tipologia di prodotto, sarà facile infatti trovare il margine economico quando si tratta di articoli dall’elevato ricarico, sarà molto difficoltoso nel caso si trattino prodotti dal margine molto contenuto.

16 May 07 Tempi di caricamento, massimo 4 secondi!

Altri fattori che determinano l’abbandono del sito oltre alla soglia dei 4 secondi sono una struttura di navigazione poco chiara e tempi per la transazione di pagamento troppo lunghi

Stai perdendo visitatori a causa di un webdesign scarso? Una recente ricerca di mercato ha stabilito che se i visitatori non vedono apparire la pagina web che vogliono leggere in almeno 4 secondi smettono di aspettare e se ne vanno.
La ricerca commissionata da Akamai alla Jupiter Research ha evidenziato la sempre maggiore impazienza degli utenti nei confronti dei siti lenti.
E’ stato appurato che il 75% dei 1.058 utenti campione neanche ritornerà nel sito che li ha fatti aspettare più di 4 secondi.

La ricerca ha rivelato inoltre che il tempo di caricamento è il terzo fattore più importante che determina il successo dei siti di e-commerce, dopo i prezzi e le spese di spedizione.

Il campione di Akamai è costituito da utenti che comprano online abitualmente ed il tempo di caricamento diventa addirittura il parametro più importante se si restringe il campione ad utenti che acquistano online da più di due anni, oppure che spendono più di 1.500$ online in un anno.

Altri fattori che determinano l’abbandono del sito oltre alla soglia dei 4 secondi sono; una struttura di navigazione poco chiara e tempi per la transazione di pagamento troppo lunghi.

La soglia dei 4 secondi è drasticamente aumentata rispetto alla ricerca precedente condotta durante il boom dell’ecommerce, nel quale la maggioranza del campione si diceva disposto ad attendere il caricamento per intero del sito. A rendere le cose ancora più… complicate ci pensa anche una certa maturazione degli acquirenti online che tentano sempre più spesso di conoscere la società che si cela dietro il negozio di shopping online, e qualora quest’ultimo non dia una buona impressione il giudizio si rifletterebbe anche nei confronti della società a cui fa capo, e gli utenti dichiarano di condividere molto spesso queste pessime opinioni anche con amici e parenti.

La ricerca ha interessato 1.058 compratori online che sono stati osservati per tutti i primi sei mesi del 2006 .