Ho trovato oggi un interessante articolo su come l’autore pensa che l’algoritmo di Google sia cambiato negli anni.

I fattori di posizionamento negli anni

Come i principali fattori hanno influenzato il posizionamento negli anni

Secondo il Ceo di Seomoz mentre il valore dell’anchor text negli inbound link è sceso in questi ultimi anni, è aumentato drasticamente il valore di trust del dominio.

In calo anche il fattore keyword on-page e il vecchio caro Page-Rank,  preso nella sua accezione originale.

L’articolo completo, in inglese, lo trovate qui

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Ecco il link ad un articolo che pone l’attenzione su come NON usare il canonical tag.

E ricordiamo che il Canonical Tag deve essere utilizzato solo per pagine identiche o praticamente uguali. Altrimenti si rischia di perdere del contenuto testuale utile al posizionamento.

Articolo di Cash-Cow.it: http://tinyurl.com/cnfgxf

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Ecco il link alla versione originale di un brevetto depositato da Google che espone in modo abbastanza chiaro quali sono le potenziali azioni contro link farm o schemi di link.

United States Patent: http://tinyurl.com/dkcl69

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Spesso le aziende si rivolgono all’esperto di Web marketing di turno per migliorare la visibilità online del proprio sito e dei servizi offerti.

Molti ragionano in questi termini: “troviamo un qualche trucco o stratagemma per far sembrare il nostro sito più rilevante agli occhi dei motori di ricerca”.

In realtà quest’approccio è sostanzialmente sbagliato; una strategia onesta e corretta di SEO e SEM (acronimi rispettivamente di Search Engine Optimization e Search Engine Marketing) è rivolta a rendere effettivamente più rilevante un sito Web, e non a farlo apparire tale.

Molte pratiche quali il cloaking, le vecchie doorway pages, i redirect, possono portare a risultati opposti a quelli desiderati: se si è molto scaltri la si può fare franca per un po’, ma se si eccede si rischia di vedere il proprio sito pesantemente penalizzato.

Un caso esemplare è quello della BMW tedesca, che nel 2006 è stata tacciata da Google di “WebSpam” ovvero “spam effettuato tramite pagine Web”: il sito bmw.de è stato letteralmente cancellato dall’elenco dei siti presenti su Google, finché la pratica scorretta non è terminata.

La pratica scorretta in questione consisteva nell’uso di “pagine civetta” (chiamate tecnicamente “doorway pages”) contenenti un gran numero di parole chiave create appositamente per ingannare i motori di ricerca.

Sul blog di Matt Cutts è possibile leggere tutti i dettagli (in Inglese).

Il normale visitatore che raggiungeva il sito non vedeva queste pagine perché veniva subito re-indirizzato (redirect) ad altra pagina, in cui si mostravano le auto della casa automobilistica tedesca.

Questa pratica è stata considerata da Google contraria alle “webmaster quality guidelines“, le linee guida cui debbono attenersi tutti i Web master per poter venire inclusi nell’indicizzazione da Google.

Tra queste linee guida, infatti, ce n’è una che dice testualmente:

“Non ingannare i tuoi visitatori o presentare loro contenuti diversi da quelli che vengono presentati ai motori di ricerca”.

E questo è esattamente ciò che il sito bmw.de aveva fatto. Credo che leggendo queste linee guida si possono ottenere indicazioni importanti per chiunque voglia occuparsi di Search Engine Marketing; a chi si avvicina per la prima volta a quest’argomento do un consiglio: è meglio rispettare queste linee guida piuttosto che improvvisarsi esperti e inventarsi un nuovo espediente per balzare ai primi posti.

Di sicuro quello della BMW è un caso eclatante, anche per l’importanza e visibilità dell’azienda in questione, ma non mancano situazioni simili anche in Italia: evitiamo quindi di “giocare d’azzardo” mettendo a repentaglio la visibilità online dell’azienda, non utilizziamo stratagemmi che potrebbero trarre in inganno i motori o gli utenti che visitano le pagine, costruiamo un’effettiva rilevanza e importanza in rete proponendo contenuti e servizi interessanti, offrendo agli utenti servizi e informazioni utili, affinché siano utenti soddisfatti e quindi potenziali partner e clienti.

Fonte: www.onemarketing.it

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Brutte notizie arrivano dal Regno Unito in materia di tutela dei Brand alberghieri. Alcuni dei più importanti operatori turistici britannici si troveranno in difficoltà di fronte al cambiamento della “Google trademark policy” nel Pay Per Click advertising. Per la prima volta qualsiasi impresa potrà infatti acquistare parole chiave associate al Brand name della concorrenza.

Questo improvviso cambiamento ha provocato le proteste di un gran numero di siti turistici che potrebbero essere costretti a far salire vertiginosamente la loro spesa pubblicitaria su Google.
Il direttore esecutivo di una delle più grandi compagnie di viaggi del Regno Unito ha rivelato a Travolution che il 25% del budget che l’azienda dedica al PPC ora verrà usato per proteggere il Brand dalla concorrenza.

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Notizia che circola da qualche giorno nella rete e carta stampata: Iphone a maggio in Italia. Dovrebbe essere l’Iphone di nuova generazione, 3G per intenderci, e con un disco interno più capiente. Ad averlo in esclusiva per i primi mesi la TIM, in seguito libertà di vendita anche da parte degli altri operatori mobili.

Nel frattempo i prezzi crollano negli altri paesi: la D-telecom in Germania è passata da 399 Euro a 99.
Che stiano svuotando i magazzini in attesa dell’Iphone 3G o c’è qualcos’altro?

La mai attesa è comunque tutta per vedere all’opera Android, il nuovo “sistema operativo” mobile di Google. I primi cellulari con Android montato dovrebbero uscire per la fine del 2008. Potrebbe essere un nuovo, interessantissimo capitolo per la storia della telefonia mobile! :smile:

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